
A TODO CANDOMBE
candombe afro-uruguaiano
tamburi e artigiani
Los Tambores sono presenti nel nostro paese da più di 200 anni; hanno cambiato forma, e forse anche il modo di suonarli, i loro nomi e il loro suono, ma non la loro essenza.
Gli Strumenti Tradizionali dell'Epoca
Nelle Sale o nei cortili del "Cubo Sud", la ricchezza musicale era enorme. I tamburi venivano appesi a tracolla con una cinghia sulla spalla (chiamata talín). Oltre ai tamburi, l'orchestra d'epoca comprendeva molti altri strumenti oggi scomparsi o cambiati:
I tamburi prima si chiamavano Macú, Bombo e Congo.
Oggi, i nomi Chico, Repique e Piano, a questo trio viene dato il nome di Cuerda de Tambores.
Il Trionfo e la Voce degli Antenati
I tamburi del Candombe hanno conservato intatta la loro magia: sono la voce attraverso cui parlano gli antenati. Dai tronchi scavati e dalle botti di yerba mate fino ai tamburi odierni, è trascorso molto tempo e sono passate molte generazioni.
Anche se in passato molte persone non hanno visto di buon occhio questa espressione del popolo nero, oggi il tamburo esprime il suo trionfo con orgoglio, ma senza arroganza. È diventato un ambasciatore senza pari che rappresenta l'Uruguay nel mondo con dignità e senza risentimento



Tambor Chico
Tambor Repique
Tambor Piano
È il tamburo dalle dimensioni più ridotte, con un diametro d'imboccatura che tradizionalmente varia tra gli 8, i 9 e i 10 pollici (sebbene oggi si vedano anche modelli da 11 pollici). Possiede la voce più acuta e penetrante dei tre.
Il Ruolo Tecnico: Ha la funzione vitale di mantenere il ritmo costante, agendo come un vero e proprio metronomo umano per l'intero gruppo.
L'Importanza: È uno strumento fondamentale: da esso dipendono sia il controllo della velocità della llamada, sia la compattezza e la forza dell'impatto sonoro di tutta la cuerda.
Le Due Versioni Tradizionali: In gergo, il suo linguaggio si divide in due esecuzioni principali:
È il tamburo di medie dimensioni, con una bocca che tradizionalmente misura 12, 13 o 14 pollici (con modelli moderni che raggiungono anche i 15 pollici). La sua voce si colloca esattamente a metà strada tra la penetrazione acuta del Chico e la profondità del Piano.
Il Falso Mito dell'Improvvisazione: Sul web e nei libri commerciali viene erroneamente definito come il tamburo "più libero" o il "puro improvvisatore". Non è così: anche il Repique possiede una frase o una serie di frasi base ben precise, che costituiscono il suo vero patrón (modello musicale) obbligatorio.
Il Ruolo della Madera (Clave): Il fraintendimento sulla sua presunta libertà nasce probabilmente dal suo compito speciale: dopo aver eseguito la sua frase sulla pelle, il Repique ha la responsabilità di scandire la madera (la clave battuta sul legno del fusto).
Le Regole della Cuerda en Llamada: Quando ci sono più Repiques all'interno della sfilata, la sezione si organizza secondo una regola d'incastro ferrea e simbiotica:
Mentre un Repique suona e sviluppa il ritmo sulla pelle, l'altro mantiene l'ordine battendo la madera sul casco (il fusto di legno).
I Limiti dell'Improvvisazione: L'improvvisazione può esistere, ad esempio quando la batteria accompagna un cantante o una melodia, ma deve sempre rispettare rigorosamente la base e la metrica del Candombe.
La Difesa dell'Identità: Anche se un suonatore entra metricamente in modo preciso, non deve mai inserire frasi o passaggi presi da altri generi (come la musica afro-cubana o afro-brasiliana). Se lo fa, il Candombe viene snaturato e perde la sua autentica identità storica e culturale.
È il tamburo più grande dei tre come dimensioni. La sua bocca va dai 15 pollici in su (16, 17, 18 pollici) e ne esistono alcuni che superano i 21 pollici. Ha la voce più grave dei tre.