
A TODO CANDOMBE
candombe afro-uruguaiano
il candombe che non suona
Nota d'autore: L'universo culturale, storico e artistico del candombe è un oceano immenso. Questa sezione non ha la pretesa di essere un'enciclopedia chiusa: se ho dimenticato qualche figura storica, uno scrittore, un pittore o un saggista fondamentale che merita di essere presente in questo spazio di verità, segnalamelo nei commenti o tramite i contatti! Questo spazio rimane vivo, aperto e in continuo aggiornamento per rendere giustizia alla memoria e alla profondità dell'anima afro-uruguaiana.
Come già accennato nelle sezioni precedenti, il Candombe non è semplicemente musica, danza o canto: è una forma di vita, uno stile d'esistenza assoluto. Chi vive il Candombe lo fa ogni singolo istante, da quando si sveglia a quando si addormenta, e a volte lo sogna pure.
Non basta saper riprodurre un ritmo o ballare a tempo per potersi definire parte di questo mondo. Ci sono persone che non suonano e non ballano, ma sono candomberos nell'anima; e ci sono tanti che suonano e ballano, ma non lo saranno mai. Questa pagina è il nostro colpo definitivo all'approssimazione commerciale, un omaggio a tutti coloro che hanno marcato un'epoca o lasciato un segno indelebile nella comunità afro-uruguaiana.
Non dobbiamo mai dimenticare che il Candombe è AFRO, anche se i suoi interpreti oggi non lo sono, almeno apparentemente. Perché, come canta Rodolfo Morandi nel suo capolavoro, “el misterio que el candombe encierra” risiede proprio qui [55LIVZlI2hOgjPvzzhfzyb]: uno di questi misteri biologici e spirituali è la spaccatura tra genotipo e fenotipo. C'è un'eredità che non si vede nei tratti somatici, ma che batte identica e pura nel sangue, nella memoria e nel legno. Benvenuti nel candombe che tace, l'unica vera fortezza dei nostri fatti dimostrabili.








